
Una finestra sugli occhi: utilizzo di biomarcatori oculari per monitorare la progressione della malattia di Huntington
Una nuova revisione dell’Università di Cambridge esplora i biomarcatori oculari nella MH, incluse le scansioni retiniche e il tracciamento dei movimenti oculari.
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Quando si prendono cura di persone affette dalla malattia di Huntington (MH), i medici affrontano spesso sfide importanti a causa della mancanza di strumenti precisi per monitorare come la malattia progredisce o per prevedere esattamente quando una persona portatrice del gene inizierà a mostrare sintomi. Le scale di valutazione medica standard utilizzate oggi non sono abbastanza sensibili da rilevare cambiamenti molto precoci durante la fase premanifesta, il che limita quanto efficacemente le persone possano essere aiutate prima che inizino a mostrare difficoltà motorie.
Poiché l’occhio è in realtà un’estensione del cervello e del sistema nervoso, i ricercatori dell’Università di Cambridge hanno indagato se il controllo di problemi agli occhi (chiamati ‘anomalie oculari’ nel gergo medico), e in particolare l’osservazione della struttura della retina e del modo in cui gli occhi si muovono, potesse fungere da marcatore biologico affidabile (o ‘biomarcatore’) per le persone con MH. Il loro articolo di revisione, recentemente pubblicato sul Journal of Neurology, ha esaminato sistematicamente la letteratura su questo argomento.
I medici che lavorano con persone con MH affrontano spesso sfide importanti a causa della mancanza di strumenti precisi per monitorare esattamente come la malattia progredisce
Nella revisione, gli autori si sono concentrati su due aree principali: la tomografia a coerenza ottica (OCT), che è un modo per ottenere scansioni dettagliate del fondo dell’occhio, e la valutazione oculomotoria, che misura come si muovono gli occhi. L’obiettivo era vedere se questi test oculari non invasivi potessero aiutare i medici a diagnosticare la malattia prima o a monitorarne la gravità in modo più accurato rispetto ai metodi attuali.
Scansioni retiniche
La prima area principale di indagine ha riguardato la struttura della retina, lo strato sul fondo dell’occhio che cattura la luce come un sensore di una fotocamera e che contiene cellule nervose simili a quelle del cervello. Poiché sappiamo che la MH uccide le cellule cerebrali, una teoria è che potrebbe anche causare un assottigliamento negli strati nervosi della retina, che può essere misurato tramite OCT. Tuttavia, la revisione ha rilevato che, sebbene alcuni studi abbiano effettivamente rilevato un assottigliamento nello strato delle fibre nervose retiniche, in particolare sul lato temporale (il lato più vicino all’orecchio), le evidenze non erano coerenti in tutte le indagini. Ad esempio, su dieci studi che cercavano questo specifico assottigliamento, solo cinque lo hanno trovato statisticamente significativo. Alcuni studi hanno rilevato che gli strati retinici erano più sottili nei pazienti con sintomi più gravi della malattia, suggerendo un possibile collegamento tra la struttura dell’occhio e la salute del cervello, ma altri studi di grandi dimensioni non hanno trovato alcun assottigliamento significativo.

L’incoerenza è continuata quando i ricercatori hanno esaminato la macula, che è la parte centrale della retina responsabile di garantire che la nostra visione sia nitida. Mentre alcuni studi hanno riportato che la macula era più sottile o meno voluminosa nei pazienti con MH, molti altri non hanno trovato cambiamenti. Alcuni studi hanno anche indagato cambiamenti nella densità dei piccoli vasi sanguigni negli occhi, ma i risultati sono stati altrettanto incoerenti. Nel complesso, sebbene gli esami della retina mostrino un certo potenziale, il fatto che le evidenze di diversi studi sembrino portare a conclusioni diverse rende difficile utilizzarli come modo affidabile per diagnosticare o monitorare la MH al momento.
Movimenti oculari
La seconda area principale di interesse nella revisione erano i movimenti oculari, o ‘funzione oculomotoria’. I ricercatori possono utilizzare speciali telecamere di tracciamento oculare per verificare quanto velocemente e accuratamente una persona può guardare un bersaglio e misurare le ‘saccadi’, che sono i rapidi movimenti oculari utilizzati per spostare rapidamente l’attenzione da un oggetto all’altro. Come sappiamo, la MH causa movimenti involontari del corpo; tuttavia, questo può spesso estendersi al movimento degli occhi. La revisione ha rilevato che, a differenza dei risultati contrastanti delle scansioni oculari come l’OCT, gli studi sui movimenti oculari hanno fornito evidenze molto più chiare e coerenti.
I biomarcatori oculari sono promettenti, ma i risultati incoerenti di diversi team significano che non sono ancora pronti per l’uso clinico
Più specificamente, la revisione ha evidenziato che le persone con MH hanno spesso difficoltà a iniziare i movimenti oculari a causa di qualcosa chiamato ‘latenza prolungata’ – cioè, il loro cervello impiega più tempo a dire agli occhi di muoversi verso un bersaglio. Una volta che gli occhi si muovono, spesso viaggiano più lentamente del normale (‘velocità ridotta’). È importante notare che questi problemi non sono presenti solo nelle persone con difficoltà motorie, ma possono anche essere rilevati in individui premanifesti che portano il gene ma non mostrano ancora sintomi fisici importanti. Questo suggerisce che il tracciamento oculare potrebbe essere un modo utile per individuare la malattia precocemente.
A questo proposito, un test particolarmente utile richiede alle persone di guardare lontano da una luce che lampeggia su uno schermo (‘anti-saccadi’). Poiché il riflesso naturale negli esseri umani è guardare la luce, guardare altrove richiede al cervello di sopprimere quel riflesso e pianificare un movimento nella direzione opposta. Le persone con MH possono avere difficoltà con questo, commettendo più errori e spesso guardando la luce invece che lontano da essa. Questo mostra un deterioramento nella capacità del cervello di controllare gli impulsi e, man mano che la malattia peggiora, questi errori si verificano più frequentemente, rendendolo un modo potenzialmente valido per monitorare quanto velocemente la malattia sta progredendo.
Altre manifestazioni oculari
Nella revisione sono state discusse diverse altre manifestazioni oculari. Ad esempio, quando viene chiesto di leggere o scansionare visivamente un’immagine, i pazienti con MH utilizzano movimenti oculari meno numerosi e meno efficienti, spesso seguendo un percorso più caotico per guardare l’immagine. Le persone con MH hanno anche difficoltà a mantenere uno sguardo fisso (‘fissazione’) poiché si distraggono più facilmente. Anche i compiti che coinvolgono la memoria visiva, in cui una persona deve ricordare dove è lampeggiata una luce, hanno mostrato che i pazienti avevano meno precisione e tempi di reazione più lenti.

Limitazioni di questo studio
Nonostante alcuni risultati promettenti riguardo ai movimenti oculari, è necessario considerare diverse limitazioni. Ad esempio, il revisore ha sottolineato che misurare questi piccoli cambiamenti richiede attrezzature specializzate e costose che la maggior parte delle cliniche difficilmente possiede. Inoltre, fattori come la fatica, i farmaci e l’umore possono influenzare le prestazioni di una persona in questi test, aggiungendo ‘rumore’ ai dati. Un’altra limitazione è che la maggior parte degli studi ha esaminato i pazienti solo in un singolo momento nel tempo piuttosto che seguirli per molti anni, il che impedisce ai ricercatori di monitorare le stesse persone mentre passano dalla fase premanifesta a quella manifesta.
Messaggio da portare a casa
La revisione suggerisce che i test e gli esami che coinvolgono gli occhi hanno un potenziale significativo come fonte di biomarcatori per le persone con MH, ma non sono ancora pronti per l’uso clinico quotidiano. Tra i due metodi principali analizzati, il tracciamento dei movimenti oculari sembra essere più affidabile e coerente rispetto alle immagini della retina, poiché i test sui movimenti oculari possono rilevare anomalie precocemente e sembrano peggiorare con il progredire della malattia – esattamente ciò che un buon biomarcatore dovrebbe fare. Tuttavia, la tecnologia di tracciamento oculare è molto costosa e difficilmente sarà disponibile per tutti. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’aumento dell’accessibilità e sulla standardizzazione di come vengono eseguiti questi test, in modo che i risultati possano essere confrontati facilmente tra diverse cliniche. Sono necessari anche studi a lungo termine che seguano i portatori del gene per anni per confermare se i cambiamenti oculari possano davvero prevedere l’insorgenza e la traiettoria della MH.
Riassunto
- Gli strumenti attuali non riescono a prevedere efficacemente l’insorgenza della MH o a monitorare la progressione precoce.
- I ricercatori hanno esaminato se gli occhi potessero fornire biomarcatori affidabili.
- Le scansioni retiniche hanno mostrato risultati incoerenti e attualmente non sono affidabili per la diagnosi.
- Il tracciamento dei movimenti oculari ha mostrato maggiore coerenza e promessa, rilevando anomalie anche nei portatori premanifesti.
- Nonostante il potenziale, la tecnologia richiesta è costosa e i risultati possono essere influenzati da altri fattori come la fatica.
Fonti e Riferimenti
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